Gheddafi torna a parlare e dice di voler combattere "fino alla morte"

Il leader libico, Muammar Gheddafi, è tornato a parlare, questa volta in un messaggio audio trasmesso dalla tv di stato libica al Jamahiriya. Gheddafi ha detto che il suo popolo "non si arrenderà mai, né si inginocchierà. Le tribù libiche faranno la rivolta contro le bande armate e noi resisteremo. Ci sarà una marcia milionaria di donne e uomini disarmati che disarmeranno le bande di Bangasi. La quinta puntata di Ma Tripoli dov'è - la quarta puntata - la terza puntata - la seconda puntata - la prima puntata
11 AGO 20
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Il leader libico, Muammar Gheddafi, è tornato a parlare, questa volta in un messaggio audio trasmesso dalla tv di stato libica al Jamahiriya. Gheddafi ha detto che il suo popolo "non si arrenderà mai, né si inginocchierà. Le tribù libiche faranno la rivolta contro le bande armate e noi resisteremo. Ci sarà una marcia milionaria di donne e uomini disarmati che disarmeranno le bande di Bangasi. Quando i giovani libici hanno sentito gli attacchi delle forze Nato contro Bab al Aziziya, sono usciti per le strade a torso nudo per difendermi". Poi ha concluso: "Vivo o morto, non me ne andrò da Tripoli".

Il quartier generale del colonnello, Bab al Aziziya, è stato centrato più volte dai raid dell'Alleanza. L'ultimo stamattina – il primo raid diurno – che ha fatto anche vittime civili. Il governo di Tripoli ha accompagnato sul posto i giornalisti stranieri, tra i quali c'era anche il nostro Toni Capuozzo. Da giorni il nostro collaboratore ci racconta cosa succede a Tripoli nella serie di articoli "Ma Tripoli dov'è?".
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http://www.ilfoglio.it/soloqui/9202La settimana è iniziata nel più assurdo dei modi. Era l’una di notte, ieri, quando siamo stati convocati per la solita destinazione misteriosa. Una quarantina di minuti in pullman, fino a un sobborgo a sud della capitale e, in fondo a una strada sterrata, un uliveto. [continua a leggere Ma Tripoli dov’è? / 5]
Che serata, venerdì sera. Era annunciata da un cartello, nella hall dell’albergo, che invitava la stampa internazionale – “che segue l’aggressione” – a un dinner culturale. Ogni scusa è buona per uscire, così il pullman governativo si è riempito della ventina di giornalisti stranieri presenti, accompagnati da uno stuolo di funzionari. [continua a leggere Ma Tripoli dov’è? / 4]
Sei forti esplosioni nella notte, e il fumo si è andato a confondere con nuvole basse che salivano veloci dal mare. Ieri ci hanno portato a vedere la casa di Seif el Arab, il figlio ultimogenito di Gheddafi. Ucciso – anche se molti hanno sollevato dubbi sull’autenticità della storia – alla fine di aprile, in un’incursione aerea. [continua a leggere Ma Tripoli dov'è? / 3]
Business as usual. Una serie di esplosioni a rompere la pigrizia del dopocena, in albergo. La corsa sul tetto, tra cameramen affardellati di elmetti e giubbotti antiproiettile. Non si vede molto, per via degli eucalipti che oscurano lo skyline di Tripoli. Un’ora dopo il piccolo corteo militante – una cinquantina di persone – che spara al cielo, danza, e urla fedeltà e resistenza. [continua a leggere Ma Tripoli dov’è? / 2]